Cursi, cittadini in mobilitazione contro la costruzione di un grande impianto fotovoltaico industriale con pannelli ubicati a centinaia al suolo su diversi ettari adiacenti alle abitazioni ed ad una scuola. Un cartello di cantiere nascosto in fondo ad un bel tratturo bordato da alti muretti a secco molto ben conservati, e di cui oggi si teme la sorte, ha scatenato le ire di numerosi cittadini ed associazioni. Un primo manifesto fatto da “La Destra” cittadina ha rotto il silenzio sul problema, cui sono seguiti sulla stessa linea i manifesti dell’associazione “Generazione”, quello a firma di Marilena Pappadà, e quello dell’ opposizione cittadina, gruppo “Le Radici del Futuro”. Un fervore politico, alimentato da finalità sociali e di attenzione al territorio, di alto spessore, che svela un Salento in pieno fervore, al di là del colore politico, che spazia dalla destra al centro e alla sinistra, per l’affermazione delle priorità dell’ambiente su quelle della speculazione selvaggia. Nei manifesti e nei correlati comunicati stampa si sta denunciando l’incoerenza dell’amministrazione che per bocca del suo Sindaco, Edoardo Santoro, in una recentissimo convegno a Cursi, ispirato dallo slogan “fotovoltaico sui tetti sì, nei campi no”, aveva garantito e promesso, che a Cursi, non sarebbe nato alcun “lager di fotovoltaico” nei campi, come ormai sono chiamati dagli ambientalisti salentini i vasti campi di fotovoltaico recintati da reti. Invece a Cursi sta accadendo di più: l’impianto industriale denunciato sorgerà, non nella zona industriale come sarebbe naturale, ma nei pressi di una scuola e a ridosso di decine di abitazioni, nella periferia orientale del paese, e la preoccupazione è pertanto forte, soprattutto per l’inquinamento elettromagnetico da ELF, elettrosmog da onde elettromagnetiche a bassa frequenza emesse da cavidotti, elettrodotti e cabine di trasformazione della corrente elettrica che diversi accreditati studi medici collegano eziologicamente con l’insorgenza di leucemie, specialmente nei bambini, ed altri tumori. E ancora il rischio di inquinamento di aria, terra e acque da diserbanti e solventi impiegati nella tecnologia industriale del fotovoltaico a terra e quello legato alla pericolosità di scariche elettriche da fughe di corrente, ma anche da fulmini, per l’ “effetto punta” legato alle strutture di metallo e di cablaggio dei pannelli, che trasforma gli impianti fotovoltaici in enormi attrattori di fulmini!
Il sindaco, l’Avv. Edoardo Santoro, cui oggi si chiede, anche alla luce del “principio di precauzione” e in coerenza con il suo status di massima autorità sanitaria locale, di ritirare le autorizzazioni concesse, ai microfoni di un emittente locale, ha affermato, in risposta alla accuse, che non ne sapeva nulla, e che ha fatto tutto l’ufficio tecnico, ciò nonostante ha promesso che con dei ricorsi si provvederà a fermare tutto! La speranza di tanti è che non sia afflitto anche Cursi da quella “brutta metastasi di impianti industriali fotovoltaici che - come ha denunciato il Forum degli ambientalisti - sta comparendo ovunque a infestante soffocamento del nostro territorio agricolo, alimentando una speculazione senza precedenti, incostituzionale, immorale, distruttiva ed ingannevole, che con il meccanismo perverso della lucrosa vendita dei cosiddetti ‘Certificati Verdi’, ottenuti da parte delle ditte del rinnovabile, a quelle produttrici di energia da combustibili fossili, sta, paradossalmente, consentendo a queste ultime di aumentare le immissioni in atmosfera di CO2 anziché diminuirle, come strumentalmente sbandierato; è il caso di Cerano, inquinante centrale a carbone fossile, o della centrale a gas fossile in previsione a Brindisi dopo la realizzazione del rigassificatore; o della recente entrata in funzione della centrale a gas fossile di Modugno. Altro che azzeramento della CO2! Ciò che si sta azzerando è solo la nostra salute ed il nostro paesaggio .
Raimondo Rodia