A Maglie un ” Dardo Solare ” ad abbellire una rondò…
giovedì, 5 novembre 2009
Martedi scorso 3 novembre presso la rotonda all’ingresso di Maglie da via Otranto è apparsa un installazione scultorea intitolata ” Dardo solare ” dell’artista Carmelo Caroppo. L’iniziativa s’inserisce nell’ottica della valorizzazione degli spazi urbani della città. E’ unanimemente risaputo quanto il recente sviluppo urbano delle città in generale, soffra di una scarsa armonia nel rapporto uomo-spazio urbano. Problema emerso sempre più prepotentemente dalle dirette e inevitabili conseguenze del sistema economico, che tende a trasformare rapidamente il territorio cancellandone segni e tracce della sua storia e della sua identità e allontanando sempre più l’ambiente naturale. “L’abbassamento del livello di sensibilità, la molteplicità e la conseguente riduzione della capacità percettiva, il disorientamento che ne deriva producono nell’uomo un atteggiamento di indifferenza: egli percorre la città ma non la vive, ne frequenta alcuni luoghi, sempre gli stessi, che conosce ma che in realtà non vede … Occorre pertanto recuperare l’attenzione, stimolare la percezione, risvegliare l’interesse per gli spazi urbani, per evitare che la città, fondandosi sulla negazione e non sull’affermazione, si trasformi in una somma di non luoghi…Quando nel passato le città erano costruite nello spirito di eguagliare le bellezze della natura, l’arte aveva un posto privilegiato nelle realizzazioni urbanistiche. Nell’antichità, come poi nel Medioevo e nel Rinascimento, la costruzione della città era un problema d’arte nel senso più preciso e nobile del termine…” (M. Tisi, Il luogo e le opere, Celid). E’ perciò auspicabile la collaborazione tra le diverse forme artistiche, l’architettura e l’urbanistica, per determinare un’efficace progettazione del luogo in tutte le sue variabili spaziali e in relazione con la vita dell’uomo. In questa ottica l’espansione urbana recente è quella che più soffre di anonimato in cui peraltro non sono trascurabili anche quei luoghi cosiddetti marginali. E’ il caso delle rotonde, ormai adottate su larga scala per una più funzionale strategia del traffico, “nuovi luoghi” che non assolvono altro compito se non quello da essere determinati come spazi di risulta, destinati ad essere “non luoghi”. Su una di queste rotonde si è voluto intervenire, invertendo la pratica di abbellire le rotatorie con l’inserimento decorativo casuale di lavori artistici o con la piantumazione di cespugli o di decorazioni floreali, ma ricercando una idonea ambientazione scultorea collocata nelle migliori condizioni estetiche e visuali percettive. Questo tipo d’intervento infatti con l’opera “Dardo Solare”, oltre a rappresentare il percorso stilistico dell’artista, polarizza l’interesse su questa importante area, via del mare e mega-parcheggio, in grado di porsi come forte riferimento di raccordo mentale e visivo di superamento della barriera delineata dalla linea ferroviaria.
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