Ecco quello che non si vede e non si sente del terremoto d’Abruzzo
Lunedì, 8 Febbraio 2010
Vorrei che tutti, ma proprio tutti conoscessero questa storia, una storia che fotografa in maniera lampante la nostra Italia attuale. La storia di un terremoto nascosto, perchè non riconosciuto dalle autorità, un terremoto che seppur non ha fatto morti, ha procurato danni materiali, morali e terribili piaghe nell’anima delle persone della valle Peligna. La storia di una donna, Rosanna Sebastiani, coraggiosa e forte. Questa la storia scritta dal suo stesso pugno. ” Accolgo con piacere la tua disponibilità, questa è la nostra storia. 6 Aprile 2009 ore 3,32… la scossa lunghissima, come non se ne erano mai sentite in questa terra ballerina che nell’84 fu “indebolita” da due grandi scosse ben oltre il sesto grado Richter… questa era molto più potente, dirompente, ma lo stato ci racconta che all’Aquila è del 5.8 e da li molti di noi con l’esperienza alle spalle abbiam compreso che forse c’era qualcosa che non tornava. Tutta la città abbandona case vecchie e nuove e per mesi dorme in macchina, la mia situazione era di palese pericolo poichè il piano in basso del mio appartamento si “apre” come un frutto troppo maturo, cadono pezzi di balconi e capitelli… seguono 10 giorni in auto con i miei ragazzi di 10 e 17 anni, al freddo. Scopro casualmente che da diversi giorni era stata emessa una ordinanza di sgombero che riguardava il mio stabile, eppure al COM (perchè la valle Peligna era sede del com 7) dove mi recavo quotidianamente per avere un riparo per me e la mia famiglia, pare non sapessero nulla.Dunque, ordinanza di sgombero, torno al COM reclamando un posto al coperto perchè nel frattempo mio figlio il grande aveva contratto una broncopolmonite, posti in albergo nulla mi sentivo rispondere, ma fuori qualcuno mi suggerì che posto in un’hotel c’era e così, contro tutti mi ci andai ad infilare. Per una sorta di stupida ritorsione il primo mese non mi coprirono le spese dei pasti, al quale ho provveduto personalmente. Resto lì fino al termine dell’anno scolastico, impossibilitata ad andare al lavoro (lavoro a Macerata), finchè a Giugno, dopo 3 perizie tecniche che sanciscono l’inagibilità della mia casa, decido che non è il caso di restare ulteriormente in albergo. Faccio domanda presso lo stesso Com per avere un contributo, per avere un autonoma sistemazione e nel frattempo, visto che pago un rateo di mutuo pari a 1230 euro mensili, decido di sistemarmi (forzatamente) presso l’abitazione di mia suocera che possiede una stanza. Nel frattempo quasi tutti i comuni della Valle Peligna vengono esclusi dal “cratere”, che in soldoni stà a significare nessuna sospensione di mutui, utenze, imposte nonchè aiuti di vario genere. Quando la popolazione reclama si mette in moto il meccanismo di campanile, la protezione civile faceva passare il messaggio ” nel cratere ” che Sulmona e paesi limitrofi volevano “rubare aiuti” a loro che avevano avuto i morti… questo ci ha intimiditi, ma nel frattempo le amministrazioni locali fanno ricorso al TAR del Lazio (competente) contro l’ordinanza Bertolaso che ci esclude. Ci esclude perchè secondo il parametro di riferimento per l’inclusione, noi eravamo al V° grado della scala Mercalli, che vuol dire semplicemente che il sisma da noi ha provocato solo la caduta di suppellettili… non è così perchè gli edifici danneggiati nella sola Sulmona sono circa 400 e tutti in centro storico, gli sfollati al seguito del terremoto sono 986 e in tutta la valle oltre 2000. Sono passati mesi, non abbiamo ricevuto nulla per le autonome sistemazioni, i progetti per i ripristini vengono bloccati all’ufficio terremoto (istituito a NOVEMBRE), le domande cominciano ad essere RESPINTE, in più, ad ogni consegna di alloggi del progetto C.A.S.E. nell’aquilano, si parla del numero di sfollati ma contemplando solo quelli sulla costa. Il 5 Gennaio, allo scoccare del nono mese, consapevole di essere ormai intrappolata con i miei compagni di sventura in una morsa di invisibilità, decido di iniziare una protesta, forte si, ma non violenta; sono ormai al 35° giorno di sciopero della fame, paradosso è che la mia amministrazione comunale, in linea con la maggioranza, con una deputata fra i suoi banchi, non proferisce verbo! L’unico risultato ottenuto ad oggi è che non siamo più i terremotati invisibili, tutte le tv, eccezzion fatta per le reti Fininvest e per le ammiraglie Rai Uno e Due, ci hanno concesso spazi per raccontare le nostre storie, gente abbandonata, hotel che non vengono pagati e che sono al collasso, utenze e tasse COMUNALI da pagare, irpef per introiti mai ricavati. Questa è la nostra condizione odierna, io posso solo dire che non mi intimoriranno nè mi demotiveranno con il loro silenzio, protesto ed attendo che anche a Sulmona e dintorni si materializzi il ” MIRACOLO ” . Grazie. ”
Rosanna Sebastiani terremotata ex invisibile di Sulmona.
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